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Curiosità sull'udito

UDITO & CIBO

I cibi che aiutano meglio a preservare l'udito sono quelli ricchi di folati, come le verdure a foglia verde e i legumi. Inoltre, gli uomini dovrebbero fare scorta di folati. Proprio quell'acido folico che è tanto utile per le donne in gravidanza serve infatti a ridurre il rischio di sordità, che negli uomini è più elevato: lo dimostra una ricerca presentata all'ultimo congresso dell'American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery Foundation. L’acido folico si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, frutta come limoni, kiwi e fragole, e nel fegato.


 

UDITO & SESSO

Sempre durante il Congresso dell'American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery Foundation. è stato presentato uno studio che dimostra la maggior fragilità dell'orecchio maschile. Gli autori della ricerca, analizzando i test audiometrici di 5.290 persone fra i 20 e i 69 anni, si sono accorti che il 13 per cento soffre di perdita dell'udito indotta dal rumore, ma soprattutto che negli uomini il rischio è due volte e mezzo superiore a quello delle donne.


 

UDITO & CONTROLLI

I controlli dell'udito? Le italiane li fanno troppo tardi. Il 60% delle donne over 55 non ha mai fatto un controllo e non adotta misure per prevenire eventuali problemi di udito. Lo rivela una ricerca Doxa su un campione di donne e uomini con più di 55 anni che spiega anche che le donne considerano i 65 anni come l’età in cui può iniziare l’ipoacusia, mentre in realtà gli specialisti consigliano una prima visita intorno ai 55 anni. Gli uomini sono più attenti alla prevenzione, mentre tra le donne nonostante una su due la consideri molto importante e il 67% delle donne intervistate reputi le protesi acustiche la prima soluzione per contrastare la diminuzione dell’udito, nella realtà fa poco per prevenire e contrastare l'ipoacusia.


 

UDITO & FUNZIONI MOTORIE

Udito e funzioni motorie sono uniti da un legame piuttosto insolito: i suoni percepiti dalle orecchie dipendono da ciò che si sta facendo con le mani. A spiegare i meccanismi alla base di questo fenomeno sono stati i ricercatori del Medical Center della Georgetown University (Washington, Usa) intervenuti durante il convegno annuale della Society for Neuroscience di New Orleans (Stati Uniti).Ai partecipanti è stato chiesto di comunicare, premendo un bottone, se avessero sentito un suono nel mezzo di rumore di sottofondo. Per i primi 20 suoni i partecipanti avrebbero dovuto premere il bottone con la mano destra, per i 20 suoni successivi con la mano sinistra, poi di nuovo con la destra e così via dicendo. L'esperimento ha svelato che quando i partecipanti utilizzavano la mano destra riuscivano a sentire più spesso i suoni che cambiano rapidamente rispetto a quando utilizzavano la mano sinistra. Viceversa, usare la mano sinistra rendeva più semplice sentire i suoni che cambiavano lentamente. Secondo il Prof. Peter Turkeltaub, che ha condotto la ricerca, questi risultati dimostrano che i due emisferi sono specializzati in diversi tipi di suoni – ha spiegato Turkeltaub – l'emisfero sinistro preferisce suoni che cambiano rapidamente, come le consonanti e quello destro preferisce i suoni che cambiano lentamente, come le sillabe o l'intonazione”.


 

UDITO & GRAVIDANZA

Il sistema uditivo comincia a svilupparsi intorno alla sesta settimana e progredisce per tutto il tempo. In fase iniziale sviluppa il sistema vestibolare, si tratta di un senso molto importante, quello che permette di mantenere l'equilibrio ed è ubicato all'interno dell'orecchio. Il sistema vestibolare è perfettamente completo e funzionante intorno al sesto mese di gravidanza. Nel corso delle 40 settimane il feto comincia a percepire un universo di suoni sempre meno confusi. La voce della mamma è la sua preferita (si consiglia infatti di parlare dolcemente e spesso con il bambino nel pancione), ma il tono di voce del papà, più basso e pacato, lo rilassa. Inoltre il battito cardiaco della mamma, il suo respiro, i gorgoglii che arrivano dal suo stomaco compongono un universo sonoro che accompagna il bambino nella vita prenatale fino alla nascita. Alcuni studi hanno anche dimostrato che far ascoltare il ritmo del battito cardiaco della mamma al neonato ha una funzione rilassante e tranquillizzante, proprio perchè evoca nella sua memoria il ricordo della serenità della vita intrauterina. Inoltre alcune ricerche hanno dimostrato senza ombra di dubbio che il feto intorno alla ventottesima settimana reagisce a rumori bruschi e stimoli uditivi forti, ma anche a una musica dolce.


 

 UDITO & "ORECCHIO ASSOLUTO"

Genericamente, nel gergo musicale con il termine 'orecchio' si intende l'attitudine e il gusto per il canto e la musica. Chi ha 'orecchio' è perciò capace di riprodurre una melodia, sia cantandola che suonandola. Chi possiede l'orecchio assoluto è inoltre capace di identificare una nota musicale, avendola ascoltata anche una sola volta, senza l'ausilio di un suono di riferimento per determinarne l'altezza assoluta, cioè la frequenza. Secondo alcune statistiche, in media solo una persona su cinquantamila ha l'orecchio assoluto. Tali statistiche però si basano su test condotti solo su musicisti. Di recente, ricerche sull'argomento condotte nel 2008 da parte della Eastman School of Music congiuntamente con il Department of Brain and Cognitive Sciences dell'Università di Rochester (USA), hanno messo a punto test applicabili a qualunque individuo (anche non musicista), e tali test indicherebbero che l'orecchio assoluto è in realtà molto più frequente di quanto ci si aspetti.

 


 

UDITO & MUSICALITA'

È provato che i bambini introdotti presto alla musica sviluppano naturalmente l'orecchio assoluto perché sono abituati fin da piccoli a chiamare le note con i loro nomi e quindi associano naturalmente al LA la frequenza di 440 Hz (ad esempio). L'età massima in cui si ha un'alta probabilità di sviluppare naturalmente l'orecchio assoluto è di circa 4 anni e mezzo. Questo spiega perché la maggior parte dei musicisti che hanno iniziato a suonare dopo tale età non abbiano sviluppato l'orecchio assoluto.


 

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